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Piattaforma welfare aziendale Wel-Don

Piattaforma welfare aziendale Wel-Don

Wel-Don è la piattaforma di welfare aziendale di Studio Donati: i dipendenti la usano per spendere il credito welfare, l'azienda per gestire il piano con un processo ordinato e documentato. Studio Donati, consulenti del lavoro dal 1959, progetta il piano, redige il regolamento, ne verifica l'inquadramento fiscale e contributivo e lo integra nell'elaborazione delle buste paga.

Richiedi una demo Ricevi la checklist "Welfare dopo il decreto Omnibus"

Perché affidare il welfare a un consulente del lavoro

Il welfare dà un vantaggio fiscale reale solo se il piano è impostato correttamente. Un regolamento incompleto o un rimborso documentato male espongono l'azienda a recuperi di imposte e contributi. Per questo con Wel-Don la piattaforma non arriva mai da sola: il piano viene costruito e seguito da consulenti del lavoro.

Regolamento e destinatari

Analizziamo la popolazione aziendale, individuiamo le categorie omogenee di dipendenti e redigiamo il regolamento o l'accordo aziendale, compresi i casi di conversione del premio di risultato.

Inquadramento fiscale e contributivo

Ogni servizio del piano è ricondotto alla norma di riferimento (art. 51 TUIR) e alla prassi dell'Agenzia delle Entrate, con le regole di documentazione dei rimborsi.

Integrazione con il payroll

I rimborsi approvati sul portale confluiscono nel cedolino, i limiti dei fringe benefit vengono monitorati e i dati restano coerenti con la Certificazione Unica.

Aggiornamento normativo continuo

Il regolamento e il paniere vengono aggiornati alle novità: correttivo Omnibus (D.Lgs. 148/2026), fringe benefit 2025-2027, nuovo testo unico delle imposte sui redditi in vigore dal 2027.

Come funziona Wel-Don

  1. Analisi e regolamento. Definiamo con l'azienda budget, destinatari e servizi, e redigiamo il regolamento.
  2. Attivazione del credito. Il credito welfare viene caricato sulla posizione di ogni dipendente, che accede al portale con credenziali personali.
  3. Scelta del dipendente. Il dipendente acquista servizi tramite voucher oppure chiede il rimborso di spese già sostenute, caricando la documentazione.
  4. Rimborso in busta paga. Dopo la verifica dei requisiti, il rimborso viene liquidato con la retribuzione, di regola nel mese successivo.

Cosa si può includere nel piano welfare

  • Educazione e istruzione dei familiari: asili nido, rette scolastiche e universitarie, mensa, libri di testo, centri estivi, baby-sitting (art. 51, c. 2, lett. f-bis, TUIR).
  • Assistenza ai familiari anziani o non autosufficienti, anche in RSA (art. 51, c. 2, lett. f-ter, TUIR).
  • Istruzione, ricreazione, sport, viaggi e servizi sanitari per il dipendente e la famiglia, tramite voucher (art. 51, c. 2, lett. f, e art. 100 TUIR).
  • Fringe benefit: buoni acquisto e carburante e, per il 2025-2027, rimborso di utenze domestiche, affitto e interessi sul mutuo dell'abitazione principale, entro 1.000 euro annui (2.000 euro con figli fiscalmente a carico).
  • Previdenza complementare: versamenti aggiuntivi al fondo pensione, deducibili dal 2026 fino a 5.300 euro annui.
  • Abbonamenti al trasporto pubblico per il dipendente e i familiari fiscalmente a carico (art. 51, c. 2, lett. d-bis, TUIR).

Il vantaggio economico del welfare

Un aumento in denaro sconta contributi a carico dell'azienda e del dipendente e l'IRPEF con le addizionali: al lavoratore arriva una parte dell'importo lordo. Lo stesso importo erogato in servizi welfare, entro i limiti e alle condizioni dell'art. 51 TUIR, non concorre a formare il reddito di lavoro dipendente e arriva al dipendente per intero.

Il risparmio effettivo dipende dal contratto applicato, dalle retribuzioni e dalla composizione del piano. Per questo lo calcoliamo sui dati dell'azienda: puoi chiedere una simulazione del risparmio per la tua popolazione aziendale.

Welfare, payroll e trasparenza retributiva

Il welfare funziona meglio quando è gestito insieme alle buste paga. Le aziende che affidano a Studio Donati il payroll hanno i rimborsi welfare integrati direttamente nel cedolino. Con PTD – Pay Transparency Donati il welfare entra nell'analisi della politica retributiva richiesta dalla direttiva europea sulla trasparenza salariale.

Welfare aziendale dopo il decreto correttivo Omnibus

Il D.Lgs. 7 agosto 2026, n. 148 ha cambiato le regole sui familiari che possono beneficiare del welfare, con effetto anche sul 2025. La checklist dello Studio indica cosa verificare in azienda:

  • i familiari ammessi ai rimborsi di istruzione e assistenza, anche se non conviventi;
  • i casi in cui resta richiesto il requisito del familiare fiscalmente a carico;
  • i rimborsi 2025 e 2026 eventualmente negati o tassati;
  • i punti del regolamento welfare da aggiornare per il 2027.

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Domande frequenti sul welfare aziendale

Che cos'è una piattaforma di welfare aziendale?

È il portale con cui i dipendenti utilizzano il credito welfare messo a disposizione dall'azienda: acquistano servizi tramite voucher o chiedono il rimborso di spese ammesse, come istruzione dei figli o assistenza ai familiari. L'azienda gestisce budget, rimborsi e documentazione in un unico processo tracciabile.

Serve un regolamento per attivare il welfare aziendale?

Sì, è lo strumento che definisce destinatari, importi e servizi. Se il piano deriva da un contratto, da un accordo o da un regolamento che vincola l'azienda, il costo è interamente deducibile (art. 95 TUIR). Se il piano è adottato volontariamente, la deducibilità delle opere e dei servizi dell'art. 51, c. 2, lett. f) è limitata al 5 per mille delle spese per il personale (art. 100 TUIR).

Quali familiari possono beneficiare del welfare dopo il decreto correttivo Omnibus?

Per i rimborsi di istruzione e di assistenza ai familiari anziani o non autosufficienti valgono il coniuge, i figli e gli altri familiari indicati all'art. 433 del codice civile, anche se non conviventi e non fiscalmente a carico (D.Lgs. 148/2026). Per l'abbonamento al trasporto pubblico i familiari devono essere fiscalmente a carico.

Qual è il limite dei fringe benefit nel 2026?

Per il 2025, il 2026 e il 2027 il limite è di 1.000 euro annui, elevato a 2.000 euro per i dipendenti con figli fiscalmente a carico. Nel limite rientrano anche i rimborsi di utenze domestiche, affitto e interessi sul mutuo dell'abitazione principale (legge 207/2024, art. 1, c. 390). Se il limite viene superato, l'intero importo diventa imponibile.

Il welfare può sostituire il premio di risultato?

Sì, se il contratto collettivo aziendale o territoriale lo prevede, il dipendente può scegliere di ricevere il premio di risultato in servizi welfare (legge 208/2015, art. 1, commi 182 e seguenti). In questo caso i servizi scelti non concorrono a formare il reddito, nei limiti previsti dalla norma.

Come si integra Wel-Don con l'elaborazione delle buste paga?

I rimborsi approvati sul portale vengono liquidati in busta paga, di regola nel mese successivo alla richiesta. Quando lo Studio elabora anche il payroll, il passaggio è diretto e i limiti fiscali sono controllati sul singolo dipendente.

Contatti

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